Poeta e Fotografo

Roberto Mosi

Roberto Mosi

Poeta e Fotografo

Amo le parole
che si sollevano dalle strade
con il respiro della poesia
giocano con le grafie della luce


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Biografia

Roberto Mosi si interessa di poesia e fotografia. Per la poesia ha pubblicato Sinfonia per San Salvi (Il Foglio 2020), Orfeo in Fonte Santa (Ladolfi 2019), Il profumo dell’iris (Gazebo 2018), Navicello Etrusco (Il Foglio 2018), Eratoterapia (Ladolfi 2017), Poesie 2009-2016 (Ladolfi 2016). Nel 2015 ha pubblicato il libro di poesie La vita fa rumore (Ed. Teseo) e nel 2014 il romanzo Non oltrepassare la linea gialla (Europa Edizioni). Ha pubblicato nel 2013: la raccolta di poesia Concerto (Gazebo) che comprende “Concerto per Flora” e “Sinfonia per Populonia”; Elisa Baciocchi e il fratello Napoleone (Ed. Il Foglio), guida al territorio e alla storia delle province costiere della Toscana. In precedenza, le raccolte di poesia: L’invasione degli storni (Gazebo 2012), Luoghi del mito (Lieto Colle 2010), Nonluoghi (2009), Florentia (Gazebo 2008). Nei Libri Liberi di www.laRecherche.it sono presenti gli e-book: Nonluoghi, Aquiloni, Itinera, Sinfonia per Populonia. Recensioni sulle opere dell’autore nel sito www.literary.it. A Florentia è stato assegnato il primo premio “Villa Bernocchi” 2009 (Verbania); alla silloge Concerto, al Concorso 2015 Città di Abano Terme, il Premio della Critica Anterem; l’antologia Poesie 2009- 2016 è stata premiata al concorso Alda Merini 2015.
L’autore ha realizzato mostre di fotografia presso caffè letterari, biblioteche, sale di esposizione. La sua ricerca è rivolta al rapporto fra l’immagine fotografica, la pittura e testi di poesia. Fra le ultime mostre realizzate: Firenze, foto grafie preso il Circolo degli Artisti “Casa di Dante” (febbraio 2016); Passaggi presso il Caffè Letterario La Citè (febbraio 2013). Ha partecipato alle mostre collettive dello stesso Circolo Terra Madre (settembre 2019) e Sorella Acqua (febbraio 2020). La mostra Firenze Riflessa è la terza curata da Roberto Mosi presso Arteincasa / Cellai Boutique Hotel; le precedenti mostre: MitoFirenze e Nonluoghi.
Vive a Firenze, è stato dirigente per la Cultura alla Regione Toscana. È presidente dell’Associazione Culturale Testimonianze, fa parte della redazione della rivista, diretta da Mariella Bettarini, L’area di Broca, e del Consiglio Direttivo dell’Associazione Semicerchio. Cura i Blog: www.robertomosi.it e www.poesia3002.blogspot.it

Critica

L’attività di poeta dell’autore è per più versi connessa all’attività di fotografo che da anni svolge con interesse artistico ed intento documentaristico. A questo riguardo sono di indubbio interesse i commenti critici.
Silvia Ranzi (2016 – Le recensioni sono riportate nel sito di “Literary” ) rileva che “i racconti fotografici attestano soggetti ricercati nella messa a fuoco, inusuali angolazioni, scorci ascensionali, vedute panoramiche, dettagli, inedite visioni di una città amata per storia ed unicità, tra realtà ed utopia, nelle riflessioni iconiche di una coscienza valoriale che si interroga sul profilo antropologico dell’uomo del III millennio: alle vedute turistiche e monumentali rivisitate fanno da controcanto periferie assorte, dilatate prospettive di stazioni ferroviarie, sottopassaggi pedonali nella provocazione-magia della Street Art, antidoto alla massificazione.”
Michele Brancale (2019) in una nota critica al libro Orfeo in Fonte Santa, sottolinea il pregio di “far parlare la geografia di un piccolo spazio, nel quale si dà appuntamento la storia, il mito e il dolore della cronaca, il partigiano David Daviddi e gli etruschi che vi hanno lasciato traccia… E ritrarre scorci d’autunno di questo mondo che Roberto Mosi canta come ‘Orfeo in Fonte Santa’, alle porte di Bagno a Ripoli. È la ricerca del canto che sospende il tempo e rende possibile l’incontro con chi è scomparso ma lascia l’eco di sé.”
“Una scrittura fluida e felice – afferma nella sua recensione Franca Alaymo (2019) – caratterizza il poemetto Orfeo in Fonte Santa … La Fonte Santa costituisce il centro ispirativo attorno al quale si dipana la materia del canto; lemma, quest’ultimo, ricorrente e usato alla maniera dei grandi autori epici della classicità, e legato ad un altro che etimologicamente lo contiene, incanto, a significare che la poesia possiede una forza magica che vince lo scorrere del tempo. Ѐ un atteggiamento assai importante questo recupero della tradizione operato da Mosi, in tempi nei quali i poeti sembrano attingere la propria ispirazione da altre fonti, trascurando la lezione dei grandi.”
“Fra tutti i sensi, è quello dell’udito ad essere privilegiato: è una vera e propria partitura musicale il secondo canto: voce umana, suono di acque, respiro del vento, vibrare delle foglie, flauto d’oro entrano nell’orecchio, lo stordiscono, lo inebriano. E accanto all’udito s’affianca, non meno importante, quello della vista: i versi disegnano un’abbondanza di immagini forti, delicate, aeree, sanguigne; né si può trascurare la presenza delle immagini fotografiche a colori – sottolinea Franca Alaymo nella sua conclusione – inserite tra un capitolo e l’altro del poema: poesie anch’esse fatte della materia della luce.”
Gianna Pinotti (2017) porta in evidenza il rapporto dell’autore con il tema delle immagini nella recensione al libro Poesie 2009-2016: “Il libro vuole essere un viaggio del poeta raccontato per immagini, un’antologia di ‘epoche’ della vita ricomposte attraverso le icone della memoria e i colori delle emozioni, tra luci ed ombre, cadute e risalite dell’essere.”
Gianna Pinotti pone l’accento nella sua analisi “su due elementi importanti che emergono dalla lettura di questo libro, entrambi collegati alla tradizione classica: il tema dell’Ulisse omerico, il viaggiatore per mare in rapporto costante con la perdita e il recupero dell’io; e la forma poetica dell’èkfrasis, ossia la descrizione o celebrazione di un’opera d’arte visiva; due forti presenze che peraltro ci riconducono all’attività creativa di Mosi, la fotografia, e a quel rapporto tra pittura e poesia, tra immagine e parola, che ha esordito presso gli antichi e che si è sviluppato sino ai nostri giorni, con l’intermediazione decisiva dei cenacoli intellettuali fiorentini … Ecco che nel libro di Mosi la poesia non solo celebra la pittura bensì le parole vengono forgiate a realizzare fotografie di paesaggi, situazioni e luoghi dove l’inquadratura ottica segna di volta in volta il cammino interiore del poeta offerto al lettore.”
Concludendo questa ricognizione di testi critici, incisivo appare il commento di Annalisa Macchia (2020) riguardo al recente libro Sinfonia per San Salvi: “Con questo ultimo libro la poesia di Roberto Mosi sembra avviarsi ad una svolta definitiva del suo percorso. Già in molte precedenti opere si nota quanto l’orizzonte artistico del poeta, avvertendo i limiti dalla sola espressione in versi, cerchi di allungare sul mondo uno sguardo capace di includere, oltre la magia delle parole, anche quella delle immagini e dei suoni. Appassionato fotografo (sue anche le fotografie presenti tra queste pagine), amante della pittura e della musica, ha arricchito molti suoi testi con tavole, illustrazioni e strutturando i suoi versi sul modello di schemi musicali. “Sinfonia”, una parola che non a caso dà inizio a questa nuova opera, è un termine che va considerato attentamente. Nella storia della musica ha avuto, con il tempo, vari significati, indicando soprattutto forme musicali, strutture legate all’armonia dei suoni. Oggi designa soprattutto un brano orchestrale composto da più movimenti.”
Un quadro dunque di commenti critici che coglie lo svilupparsi di un felice rapporto fra la ricerca poetica e quella nel campo della fotografia.